Roma, Umberto I: nasce Osservatorio Nazionale CCSVI.

luglio 11, 2012 Posted by Centro di Eccellenza CCSVI - Roma

(Meridiananotizie) 04 luglio 2012

Il progetto dell’Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulla Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale (CCSVI) in soggetti con Sclerosi Multipla è stato presentato stamattina nell’Aula Magna della I Clinica Medica del Policlinico Umberto I. La piattaforma è nata dalla necessità di monitorare sia sul piano diagnostico (clinico strumentale) sia su quello terapeutico (interventistico, farmacologico, fisiochinesi terapeutico etc..) la CCSVI, una scoperta tutta italiana identificata per la prima volta nel mondo dal ricercatore Prof Paolo Zamboni di Ferrara coadiuvato dal Dr. Fabrizio Salvi, come illustrato dal Prof. Sandro Mandolesi, coordinatore della piattaforma.

La prima metodologia terapeutica proposta per tale affezione, innovativa a livello mondiale, propone trattamenti endovascolari di angioplastica venosa per i soggetti con Sclerosi Multipla, come ha spiega il Prof. Francesco Fedele, Direttore DAI Malattie Cardio-Vascolari e Respiratorie Policlinico Umberto I e Università Sapienza Roma. Obiettivo principale del progetto, dunque, è la creazione di una rete di centri CCSVI omogenea ed affidabile per raccogliere e mettere a disposizione della classe medica, dei pazienti e degli operatori sanitari informazioni stratificate sulla malattia con modalità scientifica. Per raggiungere questo obiettivo è stata realizzata una piattaforma informatica collocata nella rete internet www.ccsvi-database.it utilizzabile non solo dagli operatori nazionali, ma anche a livello internazionale. Il progetto verrà monitorato e valutato in base ad un piano di qualità basato sulle evidenze di letteratura scientifica e in base a progetti simili di Osservatori Clinici a valenza nazionale. L’istituzione dell’Osservatorio è stato possibile grazie alla sensibilità dimostrata dall’On.le Maurizio Perazzolo Presidente della IX Commissione Lavoro, Pari Opportunità, Politiche Giovanili, Politiche Sociali e dall’Assessore ai Servizi Sociali On.le Aldo Forte della Regione Lazio e avrà sede nella Scuola di Specializzazione in Cardiologia e Malattie Vascolari del Policlinico Umberto I.

Il servizio di Antonella D’Angelo:

Monterotondo: svolto convegno su sclerosi multipla.

luglio 4, 2012 Posted by Centro di Eccellenza CCSVI - Roma


(IRIS) – ROMA, 19 GIU – “Il 15 giugno a Monterotondo si è svolto il convegno sulle realtà della sclerosi multipla con le associazioni di settore, organizzato dall’Associazione Donne per la Sicurezza onlus nella persona del vicepresidente Roberta Sibaud in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Monterotondo e Scleroradio, la prima web radio che darà voce alle persone affette da Sclerosi Multipla. L’associazione ringrazia l’on.le Maurizio Perazzolo, presidente della Commissione Lavoro, Politiche Sociali, giovanili e pari opportunità della Regione Lazio per la sua presenza e per la sensibilità dimostrata avvalorata dal plauso delle persone presenti”.

E’ quanto riferisce un comunicato dell’associazione ‘Donne per la Sicurezza’.

“Nel corso del convegno, l’on.le Perazzolo ha annunciato lo stanziamento approvato insieme all’assessore ai servizi sociali Aldo Forte, di 50mila euro in favore dell’Università La Sapienza di Roma, Dipartimento di Scienze Cardiovascolari, Respiratorie, Nefrologiche e geriatriche Primario Prof. Francesco Fedele, per l’implementazione dell’osservatorio sul fenomeno dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI)” spiega l’associazione.

“L’istituzione di un osservatorio sul fenomeno dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI), è un passo fondamentale per riuscire a raccogliere più dati possibili sui fattori concomitanti riscontrati nei pazienti con Sclerosi Multipla e quindi aiutare la ricerca” dice Perazzolo.

“Ha partecipato al convegno il Prof. Sandro Mandolesi, docente in Emodinamica Venosa presso la scuola di Cardiologia dell’Università La Sapienza, che ha illustrato la funzionalità dell’Osservatorio affinché si abbia un raccolta dati uniformata e standardizzata di tutti i centri regionali e nazionali e ha dato l’annuncio importante che a fine mese di giugno, al Policlinico Umberto I si ricomincerà lo studio secondo la nuova classificazione identificata dalla scuola romana, iniziato nel 2010 sulla CCSVI, la patologia venosa intuita dal Prof. Zamboni correlata alla Sclerosi Multipla.

Nel corso del convegno è stato ricordato il concittadino monterotondese Ing. Giuseppe Cucci, per quanto fatto in questi anni nell’ambito del panorama associativo italiano riguardante la Sclerosi Multipla e sono state ascoltate le associazioni che si occupano di Sclerosi Multipla, in un clima sereno, propositivo e di confronto fra associazioni ed istituzioni” conclude ‘Donne per la Sicurezza’.

CCSVI Ontario risponde all’avviso della FDA.

giugno 6, 2012 Posted by Centro di Eccellenza CCSVI - Roma

CCSVI Ontario risponde all’avviso della FDA sul trattamento per la CCSVI.CCSVI Ontario

Comunicato stampa WireService.ca – 17 mag 2012

Al Dr. William Maisel,
Vice Direttore del Centro per i Dispositivi e la Salute Radiologica, FDA.

Gentile Dr. Maisel,

Le scriviamo per quanto riguarda l’avviso che la FDA ha emesso il 10 maggio 2012, sull’insufficienza venosa cronica cerebro spinale o CCSVI. Come l’Health Canada, il mandato della FDA è quello di garantire la sicurezza dei pazienti sottoposti a trattame nti o in seguito a terapia farmacologica per le loro condizioni mediche. Il lavoro che queste due organizzazioni svolgono in Canada e negli Stati Uniti è essenziale per la salute dei cittadini di entrambi i paesi.

Di conseguenza, siamo rimasti costernati nel leggere l’avviso sulla CCSVI perché sembra basarsi su informazioni non aggiornate con un particolare modo di pensare che ha portato, in Canada, ad una guerra tra i neurologi della SM e gli specialisti vascolari con i pazienti prigionieri nel mezzo.

In primo luogo, la CCSVI è una condizione vascolare caratterizzata da stenosi delle vene responsabili del drenaggio del sangue dal cervello. Nel dicembre 2009, l’Unione Internazionale di Flebologia ha pubblicato un documento di consenso che conferma l’opinione dei membri di questa organizzazione, esperti mondiali delle vene, che le lesioni della CCSVI siano malformazioni venose trunculari e che la CCSVI sia congenita e precedente alle lesioni della SM ( http://csvi -ms.net/en/content/consensus-document-international-union-phlebology-iup-2009 ).

Secondo, il trattamento per la CCSVI è un trattamento per correggere le malformazioni venose; non è un trattamento esclusivamente per la sclerosi multipla e non deve essere caratterizzato come tale. Di conseguenza, è irrilevante se sia o meno efficace per alleviare alcuni dei sintomi della SM. Un flusso di sangue adeguato è essenziale per una buona salute, cosa che siamo sicuri che Lei sa. Le persone che vogliono essere esaminate e trattate per la CCSVI dovrebbero essere incoraggiate a discutere del trattamento con gli specialisti vascolari, che possono fornire consulenze e consigli sulla base dell’esperienza e delle conoscenze.

Terzo, alcuni dei maggiori specialisti vascolari mondiali (compresi quelli negli Stati Uniti) non hanno alcun dubbio che la CCSVI esista e hanno trattato i pazienti di questa condizione dall’inizio del 2010. Infatti, un neurologo di primo piano, il Dr. Zivadinov, che dirige uno dei più grandi programmi di ricerca mondiali sulla CCSVI a Buffalo, ha pubblicamente dichiarato in Florida all’inizio di quest’anno – presso la Società Internazionale per le Malattie Neurovascolari – che non vi è alcun dubbio che la CCSVI esista e che la sua ricerca e la ricerca di altri lo dimostrano.

Quarto, non è chiaro quanti eventi gravi – morte ed ictus – siano citati nell’avviso della FDA. Ad oggi, sono stati eseguiti in 60 paesi oltre 30.000 trattamenti per la CCSVI. Sappiamo di tre morti, uno dei quali per un aneurisma cerebrale, uno come risultato di un follow-up negato in Canada, e uno la cui causa di morte rimane sconosciuta almeno a noi. Queste morti sono tragiche e noi estendiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie di queste persone. Dobbiamo anche estendere le nos tre condoglianze alle 232 persone (88 negli Stati Uniti) che hanno sviluppato infezioni permanenti al cervello legate al Tysabri e per le 49 che sono morte (dati al 5 aprile 2012). La nostra solidarietà va anche alle famiglie delle 11 persone i cui decessi sono stati collegati al Gilenya (Fingolimod). Il Tysabri e il Gilenya (Fingolimod), farmaci modificanti la sclerosi multipla, sono stati approvati dalla FDA e da Health Canada e, a parte la “revisione” di questi farmaci e il cambio dell’etichetta per il Tysabri, per quanto riguarda questi farmaci non è stato emesso alcun avviso simile a quello appena rilasciato per la CCSVI.

Quinto, l’avviso FDA non riconosce tre studi sulla sicurezza che sono stati fatti sul trattamento della CCSVI e che sono stati pubblicati su riviste:

Endovascular treatment for chronic cerebrospinal venous insufficiency: is the procedure safe? (Trattamento endovascolare per l’insufficienza venosa cronica cerebro-spinale: la procedura è sicura?) Ludyga, T. et al. Phlebology. 2010 Dec;25(6): 286-96

Safety profile of endovascular treatment for chronic cerebrospinal venous insufficiency in patients with multiple sclerosis (Profilo di sicurezza del trattamento endovascolare per l’insufficienza venosa cronica cerebro spinale nei pazienti con sclerosi multipla). Petrov, I. et al. J Endovasc Ther. 2011 Jun;18(3): 314-23

Safety of endovascular treatment of chronic cerebrospinal venous insufficiency: a report of 240 patients with multiple sclerosis (Sicurezza del trattamento endovascolare di insufficienza venosa cronica cerebro spinale: un rapporto su 240 pazienti con sclerosi multipla). Mandato, KD. et al. J. Vasc Interv Radiol. 2012 Jan;23(1): 55-9 Epub 2011 Nov 15

Tutti insieme questi tre studi hanno coinvolto 1.261 persone con sclerosi multipla e CCSVI e in nessuno di loro sono state trovate le maggiori complicanze citate nell’avviso della FDA.

Sesto, i criteri per la diagnosi della CCSVI con ecocolordoppler sono stati ben stabiliti dal prof. Paolo Zamboni ed i risultati contrastanti sembrano materializzarsi quando i ricercatori non utilizzano le tecniche ecografiche stabilite dal prof. Zamboni. Le persone che sono state adeguatamente formate non sembrano avere problemi a rilevare la CCSVI. Ovviamente, alcune delle vene che sono responsabili del drenaggio del sangue dal cervello non possono essere esaminate utilizzando l’ecografia, così è necessario un venogramma per determinare, ad esempio, se la vena azygos nel torace è stenosizzata, ma che comporta meno rischi di un angiogramma ed entrambi vengono eseguiti ogni giorno negli ospedali di tutto il mondo. Si potrebbe sostenere che una puntura lombare per diagnosticare la SM è molto più pericolosa rispetto ai metodi diagnostici utilizzati per diagnosticare la CCSVI (le possibili complicanze di una puntura lombare includono cefalea, emorragia intracranica, arresto cardiaco, convulsioni, infezioni e danni al midollo spinale o alle radici nervose spinali con conseguente debolezza o perdita di sensibilità o anche paraplegia – http://www.mult-sclerosis.org/news/May2000/ComplicationsofLumbarPunctureandTheirPrevention.html ).

Settimo, mentre la causa di SM non è nota, è chiaro che la SM ha una componente vascolare ed una componente autoimmune. Se la CCSVI sia o meno causa della SM è irrilevante, però, la CCSVI è l’unica “spiegazione” che è stata offerta fino ad oggi per spiegare perché il sistema autoimmune viene attivato in modo che si verifichi il danno nervoso. L’idea di una componente vascolare per la SM non è una novità, nel 1839 un anatomista francese notò per primo che la pl acca nel cervello delle persone con SM si verifica attorno alle vene del cervello.

Infine, le persone con SM ed i professionisti sanitari hanno bisogno di sapere quanto più possibile per assumere decisioni informate. L’avviso della FDA ha fallito nel fornire le informazioni equilibrate che sono necessarie.

Linda Hume-Sastre
Presidente CCSVI Ontario (526 iscritti)

Fonte:  www.wireservice.ca

Sblocco delle vene nella sclerosi multipla:
un nuovo studio americano sostiene la teoria sulla CCSVI di Zamboni.

aprile 17, 2012 Posted by Centro di Eccellenza CCSVI - Roma

Tradotto dal sito CTV NEWS – “The Mednews Express Blog”.
http://www.ctv.ca/news

Unblocking veins in multiple sclerosis: New U.S. study supports Zamboni’s CCSVI theory.
March 26, 2012 08:09 By Dr. Lorne Brandes

Otto mesi fa, su consiglio del Presidente del Canadian Institutes of Health Research (CIHR) Alain Beaudet, il ministro della Salute Leona Aglukkaq ha annunciato il finanziamento per un periodo iniziale (fase 1/2) sperimentale di angioplastica clinica (il cosiddetto “trattamento di liberazione “) per l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI). Questa condizione, causata da ostruzioni nelle vene del collo o del torace che drenano il sangue dal cervello, è stata ipotizzata essere strettamente correlata alla sclerosi multipla dal Dott. Paolo Zamboni.
Diversi mesi prima dell’annuncio della signora Aglukkaq, Brad Wall, il Premier della provincia di Saskatchewan che conta uno dei più alti tassi di Sclerosi Multipla nel mondo, aveva impegnato $ 5 milioni per uno studio clinico per la “terapia di liberazione”. Tuttavia, dal via libera federale, i piani per il progetto di Saskatchewan sono rimasti nel limbo dopo una proposta di studio che è stata respinta dal gruppo di esperti.

Poi, ai primi di gennaio, con la prova nazionale canadese ancora lontana, la provincia di Saskatchewan si è mossa avanti, firmando un accordo di 2,5 milioni di dollari per l’invio dei pazienti a partecipare ad uno studio clinico sulla CCSVI approvato dal governo degli Stati Uniti e condotto dal Dr. Gary Siskin, radiologo interventista all’Albany Medical Center di New York.

Vista l’esperienza già considerevole di Siskin e dei suoi colleghi nel condurre in tutta sicurezza interventi di chirurgia venosa su centinaia di pazienti con sclerosi multipla, la decisione di Saskatchewan sembrava essere competente.

Commentando l’impegno della provincia, il ministro della Sanità Don McMorris ha dichiarato: “I pazienti hanno bisogno al più presto di risposte circa l’efficacia della “Terapia di Liberazione” come trattamento per la SM. Dobbiamo a loro l’impegno di esplorare ogni opportunità per far avanzare la ricerca sulla SM e trovare risposte su questo trattamento. Questo studio clinico Saskatchewan consentirà ai pazienti di essere coinvolti abbastanza rapidamente in un [doppio cieco] controllato: il processo di ricerca di fiducia “.

In risposta, il dottor Siskin ha dichiarato: “Il nostro team di ricerca è molto entusiasta di questa partnership. Accogliamo con favore l’opportunità di coinvolgere i pazienti di Saskatchewan nel nostro sforzo di raccogliere dati affidabili che possano aiutare a determinare se l’angioplastica sia efficace per alleviare i sintomi della SM.”.

Ora, appena tre mesi dopo la firma dell’accordo con Saskatchewan, il team del dottor Siskin ha riportato i risultati di un precedente studio di fase 2 che suggeriscono lo sia.

Ecco i risultati, presentati dal collega di Siskin, il dottor Ken Mandato, in occasione della riunione annuale di questo fine settimana della Compagnia di radiologi interventisti a San Francisco.

Durante un periodo di 4 mesi, il gruppo di Albany ha operato su 192 pazienti con sclerosi multipla (età media 48,5 anni, un terzo era di sesso maschile e due terzi erano di sesso femminile).
Il gruppo di studio comprende:

96 pazienti (50%) con sclerosi multipla recidivante remittente (RR) MS
66 (34%) e secondariamente progressiva (SP) MS
30 (16%) con progressiva primaria (PP) MS.
In tutto, 189 pazienti (98,4%) sono stati sottoposti solo ad angioplastica con palloncino, tre (1,6%) sono stati sottoposti ad angioplastica con impianto di stent. Una media di 2,2 vene bloccate sono state trattate secondo le procedure.

Sia prima che dopo essere sottoposti ad angioplastica, tutti i pazienti hanno completato un questionario sulla qualità di vita con la sclerosi multipla (MSQOL-54) che aveva 14 componenti di salute fisica (PH) e salute mentale (MH). Pre-e post-trattamento, i punteggi PH / MH sono stati confrontati per determinare l’effetto del trattamento di angioplastica sulla qualità della vita per ogni sottotipo di pazienti con SM ed il numero di anni dalla diagnosi.

Il risultato? Un miglioramento significativo nei punteggi (PH / MH ) è stato osservato in circa il 75% dei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente e con forme progressive e di circa il 55% dei pazienti con sclerosi multipla secondaria progressiva.

Il miglioramento (PH e MH ) è stato osservato in circa il 75% dei pazienti con una diagnosi di SM fatta meno di 10 anni prima e circa il 63% la cui diagnosi è stata fatta più di 10 anni prima.

In media, i pazienti hanno beneficiato del trattamento per 3,5 mesi.

Commentando i risultati del suo gruppo, il dottor Mandato, ha dichiarato:

“I risultati dello studio sono stati molto emozionanti e promettenti. Siamo in grado di attestare significativi miglioramenti fisici … in più del 75 per cento dei pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente e con forme progressive di sclerosi multipla primaria. Inoltre, i punteggi di salute mentale hanno evidenziato un miglioramento in più del 70 per cento degli individui studiati.

“la speranza è che questo lavoro possa fornire spunti nella progettazione di uno studio prospettico, randomizzato: è necessario valutare con rigore il ruolo di questa terapia nella SM”, ha continuato. “Mentre è ancora presto per poter comprendere appieno la condizione e la sua relazione con il trattamento di CCSVI, è nostra speranza che i futuri potenziali studi in doppio cieco saranno eseguiti per valutare ulteriormente la durata di questi risultati.”

Fortunatamente, il processo di questo “futuro” è quello di iniziare questo mese (marzo 2012) e, grazie al premier Brad Wall e al suo governo, comprenderà i residenti di Saskatchewan.

Secondo il sito del governo di Saskatchewan:

“Le domande dei pazienti di Sclerosi Multipla (SM) del Saskatchewan interessati in attività di volontariato per uno studio clinico in Albany, New York sono chiuse. I due anni di sperimentazione clinica in doppio cieco nell’Albany Medical Center accetteranno 86 pazienti di Saskatchewan con SM. Un totale di 682 persone hanno presentato domande on-line o per telefono entro il termine del 24 febbraio.

“Il grande interesse in questa occasione dimostra che la gente Saskatchewan è impegnata a trovare risposte sulla Sclerosi Multipla e di essere parte di una soluzione possibile”, ha dichiarato Jim Reiter, il ministro delle infrastrutture, a nome del Ministro della Sanità Don McMorris. “Guarderemo al processo di ricerca con grande interesse e la speranza che possa, in futuro, aiutare i pazienti con SM .”

Secondo il ministro, “I primi dei pazienti eleggibili di Saskatchewan sono tenuti a recarsi ad Albany in marzo. Metà di coloro che partecipano riceverà la “Terapia di Liberazione” e l’altra metà riceverà una procedura placebo.”

Così ci siamo. Meno di due anni dopo l’impegno in una sperimentazione clinica per verificare l’ipotesi CCSVI, Brad Wall ha mantenuto la sua promessa. Urrà per lui!

Eppure, sarei negligente non facendo notare il mio disappunto: così facendo, il Premier Wall ha dovuto voltarsi a sud, ad Albany. Ma poi, che scelta aveva? Negli ultimi due anni, mentre medici e burocrati del nord del confine hanno fatto un sacco di rumore (per lo più “non-si-può-fare” e anti-CCSVI), gli americani hanno tranquillamente continuato, messo a punto le procedure necessarie, generato preliminari dati clinici, lasciandosi il know-how canadese medico e scientifico molto dietro.

Sarà una lezione da trarre per il futuro? Si può solo sperare …

aprile 5, 2012 Posted by Centro di Eccellenza CCSVI - Roma

Centro di Eccellenza per la Diagnosi e la cura dei Tre tipi di CCSVI.


CCSVI – Prof. Sandro Mandolesi – Intervista a Roma Uno TV

I tre tipi di CCSVI, la scoperta nella scoperta.

febbraio 7, 2012 Posted by Centro di Eccellenza CCSVI - Roma

Prof. Sandro Mandolesi, intervista al TG9.
07/02/2012

Guarda il Video

I tre tipi di CCSVI – Prof. Sandro Mandolesi.

 


 

D: Prof.  Mandolesi è vero che la scuola Romana ha fatto quest’anno una nuova scoperta per la cura della Sclerosi Multipla?

R: non una nuova scoperta per la cura della Sclerosi Multipla bensì per la cura della CCSVI.
Ormai tutti i malati di Sclerosi multipla sono a conoscenza della scoperta del Prof Zamboni che ha aperto un nuovo approccio alla Sclerosi Multipla con l’ottica vascolare, nel senso che la Sclerosi Multipla dopo secoli è considerata anche avere una significativa componente vascolare.
CCSVI vuol dire Insufficienza venosa cronica Cerebro-spinale ossia che è presente un ostacolo allo scarico delle vene del collo quali le giugulari interne, le vertebrali e talvolta anche della vena Azigos che è la vena principale del torace.

D: Prof. Mandolesi quale scoperta ha fatto in questi pazienti affetti da CCSVI?

R: la scoperta nella scoperta appena enunciata che è la CCSVI, è stata fatta quest’anno nel centro CCSVI dell’Università Sapienza di Roma già all’inizio della nostra esperienza nello studio di questi pazienti.
Venti anni fa avevo evidenziato nei pazienti con insufficienza venosa cronica degli arti inferiori, le così dette varici, la presenza di sindromi compressive delle vene durante la deambulazione ossia di vene che venivano bloccate durante i movimenti di deambulazione con attivazione di circoli vicarianti per superare l’ostacolo.
Subito dopo i primi esami mi sono accorto che anche le vene del collo presentavano per analogia una tale condizione. Queste vene erano schiacciate dai tessuti circostanti con blocco del loro scarico e attivazione quando possibile di circoli di scarico vicarianti.

D: bene. Ma questo blocco da schiacciamento delle vene del collo come ha fatto ad evidenziarlo?

R: tramite l’esame EcoColorDoppler secondo il metodo Zamboni e con l’apparecchiatura ecografica da lui perfezionata per questo studio il Mylab Vinco Esaote.
Il metodo che ho usato per diagnosticare la presenza di blocco di una vena da compressione esterna del vaso e non da restringimento interno del medesimo è molto semplice:  ho fatto ruotare il capo al soggetto ed ecco che il vaso non visibile e bloccato si è riaperto e il flusso nel suo interno ha ripreso a defluire normalmente.
Tutti i nostri esami ECD da sempre sono stati riportati su una mappa emodinamica e morfologica, questo ci ha permesso con facilità di realizzare una mappa topografica delle compressioni venose sia in clino che in ortostatismo e sia in posizione neutra frontale che con la rotazione del capo a destra e a sinistra.

D: vuol dire che non esiste una sola CCSVI?

R: esattamente. Abbiamo con questa scoperta potuto classificare la CCSVI in tre tipi, il tipo 1 , il tipo 2 e il tipo 3.
I pazienti affetti da CCSVI di tipo 1 presentano solo un ostacolo allo scarico venoso endo-vascolare, ossia per anomalie congenite o acquisite che restringono e bloccano il drenaggio delle vene indagate.
I pazienti con CCSVI di tipo 2 presentano solo un ostacolo allo scarico venoso extra-vascolare, ossia per compressione esterna del vaso.
I pazienti con CCSVI di tipo 3 presentano infine sia un ostacolato scarico venoso endo-vascolare che extra-vascolare sono quelli di tipo misto.
Per semplificare possiamo dire che esiste una CCSVI di tipo “idraulica”, una CCSVI di tipo “meccanica” e una CCSVI mista.
L’analogia più immediata che mi viene in mente, per la CCSVI tipo 1, è quella del lavandino del bagno dove la mattina ci laviamo il viso e che da un po’ di tempo non scarica più bene e si riempie per metà d’acqua sporca quando ci laviamo. Quando chiudiamo il rubinetto l’acqua accumulatasi anche se con difficoltà defluisce, ma lascia tutte le pareti sporche dei residui del nostro lavaggio.
Però, dal giorno in cui decidiamo di chiamare l’idraulico che, con la sua sonda miracolosa ci stura il tubo di scarico, tutto torna come prima, l’acqua a pieno getto defluisce rapidamente nel tubo di scarico ed il lavandino torna nuovamente pulito.
Per la CCSVI tipo 2 l’analogia più immediata è quella del signore che in giardino innaffia il prato con il suo tubo da giardinaggio e, l’amico che è venuto a trovarlo, glielo schiaccia inavvertitamente sotto la scarpa.
La pressione dell’acqua nel tubo a monte aumenta così tanto da farlo staccare dal rubinetto sul muro della casa causando l’inondazione del piazzale antistante.
In entrambi i casi l’aumento della pressione nel tubo determina la stasi e l’accumulo d’acqua ma, nel primo caso, la causa dell’ostacolo allo scarico è all’interno del vaso mentre nel secondo caso è all’esterno.

D: ma che utilità può, una tale scoperta, portare ai pazienti affetti da CCSVI?

R: poter suddividere i pazienti in tre tipi ci permette di porre differenti indicazioni terapeutiche. Per esempio:
un paziente tipo 1, con solo ostacoli endo-vascolari, avrà una indicazione maggiore per un trattamento di angioplastica che notoriamente dilata il vaso e ne migliora lo scarico.
Un paziente affetto da CCSVI di tipo 2, con solo compressioni extra-vascolari venose, avrà una indicazione specifica ad un trattamento decompressivo dei vasi.
Un paziente di tipo 3 misto avrà una indicazione sia ad un trattamento di dilatazione endo-vascolare che ad uno di decompressione extra-vascolare.

D: il trattamento di dilatazione di queste vene è ormai noto ed è l’angioplastica con palloncino, ma a cosa si riferisce quando dice che i soggetti con compressioni estrinseche delle vene del collo necessitano di un trattamento decompressivo ?

R: mi riferisco, per il momento, ad un trattamento fisioterapico specifico che tramite il ricondizionamento della postura del collo permetta una “ liberazione” di questi vasi.
I dati preliminari di un tale trattamento sono molto positivi sia sul piano dei sintomi che degli effetti sui vasi e ci spingono a sviluppare ulteriormente questa nuova possibilità terapeutica.

D: Prof. Mandolesi, questa scoperta nella scoperta sembrerebbe preludere a nuovi scenari terapeutici nel prossimo futuro.

R: in effetti questa nuova classificazione della CCSVI, che noi otteniamo in tempo reale con la realizzazione della mappa dell’esame ECD, ci ha già permesso di ampliare le possibilità terapeutiche della CCSVI e ci permetterà di ottenere risultati anche in quei soggetti che non hanno una indicazione specifica all’ angioplastica o che non hanno ottenuto i risultati sperati da essa.

D: perché lei è promotore di un Centro di Eccellenza CCSVI a Roma?

R: questa nuova ottica di approccio alla Sclerosi Multipla necessita di competenze specifiche e qualificate che siano appropriate ed efficaci e che concorrano tutte in modo sinergico all’ampliamento di innovative terapie razionalmente più etiologiche che sintomatiche.
Con semplici parole, nuove cure per la CCSVI e per la SM, ma in mani competenti.
Per ottenere ciò è necessario non solo uno staff di professionisti qualificato, ma anche apparecchiature idonee ed una struttura sanitaria dedicata in cui sia possibile attuare una diagnostica innovativa di altissima tecnologia e trattamenti di angio-radiologia, chirurgia, neurochirurgia, fisioterapici manipolativi, di detossificazione e nutrizionali specifici.
Ecco perché è necessaria l’istituzione di un centro di eccellenza per la diagnosi e la terapia della CCSVI.
Al contrario la parcellizzazione di poli di diagnosi e trattamento spesso disgiunti impedisce una rapida ed efficace crescita di qualità ed assoggetta i pazienti a trattamenti disomogenei mettendoli a rischio di risultati incompleti.