TAP TEST sclerosi multipla

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L’Idrocefalo normoteso ed il Tap Test nella Sclerosi Multipla

Il liquido cefalo rachidiano

All’interno del nostro cervello ci sono delle cavità, i ventricoli, in cui viene prodotto da piccole sorgenti, i plessi coroidei, del liquido che le riempie. Questo liquido è chiamato liquido cefalo rachidiano o liquor, esso esce dai ventricoli attraverso delle piccole aperture, i forami, e si distribuisce intorno al cervello e anche intorno a tutto il midollo spinale. Il liquor ha la funzione di proteggere dai traumi il cervello ed il midollo come se fosse un cuscino ammortizzante; inoltre permette la diffusione di sostanze nutrienti alle cellule nervose, ed il drenaggio dei prodotti di scarto secreti dalle stesse. Il liquor viene riassorbito nelle vene e nei linfatici dalle granulazioni aracnoidali del Pacchioni e dal sistema glinfatico, diffusi nelle membrane e nei vasi che ricoprono il tessuto cerebrale e midollare.

L’idrocefalo

Se i forami per vari motivi si ostruiscono in parte o in tutto, avremo un accumulo di liquor nei ventricoli che si dilateranno con aumento della pressione liquorale e danno al tessuto cerebrale. Questa condizione si chiama Idrocefalo ostruttivo. Se non è presente una condizione di ostruzione e l’accumulo dipende da un ridotto riassorbimento del liquor avremo quello che viene definito idrocefalo comunicante, ed anch’esso determina l’aumento della pressione liquorale. Se invece è presente più omeno una dilatazione ventricolare, ma la pressione del liquor non è aumentata saremo in presenza di un idrocefalo normoteso.
L’idrocefalo normoteso è la forma più comune di idrocefalo negli adulti e presenta quali segni tipici una progressiva compromissione dell’andatura, l’urgenza/incontinenza urinaria e deficit cognitivi, la così detta triade di Hakim-Adams (descritta dal neurochirurgo colombiano Salomon Hakim e RD Adams nel 1965).
Il disturbo dell’andatura, associato più meno a quelli urinari e cognitivi, è già sufficiente per porre l’indicazione all’esame del Tap test indispensabile per convalidare la diagnosi di idrocefalo normoteso.
I sintomi descritti, ossia la triade di Hakim-Adams, possono già far sospettare un idrocefalo normoteso, ma è utile anche una valutazione ulteriore cioè gli esami d’imaging radiografico ed il test di drenaggio del liquido cerebrospinale (Tap test) che è fondamentale per la conferma.
Gli esami di imaging di TAC e di Risonanza Magnetica più accreditati in letteratura, quali biomarkers dell’idrocefalo normoteso, sono la dilatazione dei ventricoli, con indice di Evans > 0.3; l’aumento degli spazi delle fessure cerebrali Disproportionately Enlarged Subarachnoid Space Hydrocephalus (DESH); la presenza di aree liquide intorno ai vasi cerebrali l’Enlargedperi-vascularspaces (EPVS) e il cambiamento strutturale del tessuto cerebrale indagato con la Diffusion tensor imaging (DTI) per la valutazione della fractional anisotropy (FA).

Il Tap test

Il Tap test è una metodica con la quale si preleva in pochi minuti, mediante puntura in regione lombare, una piccola quantità di liquido cefalo-rachidiano, allo scopo di ottenere informazioni utili per formulare una attendibile diagnosi d’idrocefalo normoteso e instaurarne un’appropriata terapia. Il termine Tap in inglese significa rubinetto pertanto Tap test = test del rubinetto. Il risultato positivo del test consiste nel miglioramento o scomparsa dei sintomi di cui soffre il paziente nelle ore o nei giorni seguenti al prelievo.
Attualmente solo il 20% dei pazienti con sospetto idrocefalo normoteso viene correttamente studiato e trattato chirurgicamente. Il paziente con malattia neurodegenerativa quale la Sclerosi Multipla, l’Alzheimer, il Parkinson, potrebbe avere anche un idrocefalo normoteso il quale, una volta diagnosticato, può giovarsi del trattamento chirurgico che, se effettuato tempestivamente, può portare alla completa remissione dei disturbi. Pertanto l’Idrocefalo normoteso è da considerare una patologia reversibile. Due sono i test fondamentali per lo studio dell’Idrocefalo normoteso, il Tap Test e la misura, con test infusionale, dell’indice di elastanza. L’ indicazione all’intervento viene data dal risultato positivo del Tap test.

La derivazione Lombo-peritoneale

L’Idrocefalo normoteso oggi può essere risolto con un intervento di derivazione lombo-peritoneale o ventricolo peritoneale permettendo la regressione dei sintomi che lo caratterizzano quali: i disturbi della marcia, i disturbi urinari e il deterioramento cognitivo; la così detta “Triade di Hakim e Adams” con miglioramento della qualità di vita del soggetto.
L’intervento di derivazione lombo-peritoneale si attua in anestesia locale a livello lombare e consiste nel posizionare un piccolo tubicino nel canale vertebrale distale dove non è più presente il midollo. L’altro lato di questo stesso tubicino viene inserito, attraverso un piccolo tunnel sottocutaneo, nell’addome dove scaricherà l’eccesso di liquor. Una valvola regolabile inserita nel tratto medio, dello stesso tubicino, permetterà di regolare dall’esterno la quantità di liquido da scaricare.

Perché chiediamo di fare un Tap test ai pazienti con Sclerosi Multipla

La Sclerosi Multipla, come risulta dalla letteratura scientifica, presenta schematicamente un decorso in due fasi. La prima in cui la malattia resta in equilibrio favorito dai neuro-farmaci e dalla riabilitazione. La seconda in cui la malattia progressivamente peggiora e purtroppo sia i farmaci che la riabilitazione non sono più efficaci. Alcuni di questi pazienti che non rispondono più alla terapia potrebbero non solo essere affetti dalla Sclerosi Multipla, ma anche aver sviluppato un idrocefalo normoteso che potrebbe essere la causa della progressiva perdita di efficacia delle terapie utili sino a quel momento. Se così fosse, l’ obiettivo è quello di risolvere l’idrocefalo normoteso per far sì che al paziente resti solo la sua malattia di base che ci si augura possa diventare nuovamente sensibile alle cure che la avevano per lungo tempo stabilizzata.

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