Terapia Chelante

  • Videat cardio-vascolare.
  • Esami di laboratorio.
  • Indicazioni alla terapia orale e/o endovenosa.
  • Ciclo di trattamento perfusionale endovenoso in day-hospital per il sovraccarico di minerali tossici.


Cos’è la “Chelazione”?
Negli ultimi quarant’anni questa terapia è stata impiegata con successo su oltre un milione di pazienti negli Stati Uniti, l’FDA, l’ente americano di controllo sui farmaci, ha dato l’approvazione per l’utilizzo dell’EDTA (l’etilendiamintetracetato) il farmaco prescritto in questo tipo di cura, nei casi d’intossicazione da piombo e da metalli pesanti.

Il termine “chelazione” deriva dalla parola greca chela dei crostacei, ma significa anche legare, combinare. La chelazione è impiegata per liberare il nostro organismo dai metalli tossici e superflui, e a essa fa ricorso un numero sempre maggiore di medici allo scopo di bloccare il processo aterosclerotico.
Il meccanismo d’azione consiste in parte nella rimozione del calcio dalla parete dei vasi e dalla placca aterosclerotica, mediante l’iniezione endovenosa di agenti chelanti. Si aumenta in tal modo la microcircolazione in tutti i tessuti, la chelazione se praticata per tempo può evitare le complicanze della malattia aterosclerotica, bloccare e accelerare la guarigione delle necrosi tissutali, alleviare la claudicatio intermittens degli arti inferiori e migliorare la memoria.
Grazie all’eliminazione degli ioni di metalli tossici, la chelazione attenua il processo infiammatorio causato dai radicali liberi (molecole estremamente distruttive) e diminuisce di conseguenza il disagio e l’invalidità provocate da malattie degenerative quali artrite, sclerodermia, (l’indurimento cronico dei tessuti connettivi) e il lupus.

Prima del trattamento
Prima di sottoporsi alla terapia chelante, è bene eseguire una visita medica completa che comprenda un test per stabilire la funzionalità cardiaca, un’analisi dei minerali presenti nei capelli, un elettrocardiogramma e un’ecocardiografia Doppler.
Sarebbe opportuno eseguire anche un’analisi della funzionalità renale. Il dosaggio di EDTA dovrebbe essere stabilito ad hoc per ogni paziente, tenendo conto dell’età, del sesso, del peso e della funzionalità renale, e somministrato lentamente per 3-4 ore.
Il trattamento deve essere eseguito da esperti in grado di far fronte alle eventuali emergenze che dovessero insorgere durante la terapia, ad esempio debolezza o vertigini causate dai bassi livelli di glucosio.

Disturbi curabili con la chelazione.
Già nel 1948 la Marina americana aveva iniziato a utilizzare l’EDTA per curare efficacemente l’avvelenamento da piombo. Nel medesimo periodo, l’EDTA era impiegata per rimuovere il calcio dalle tubature e dalle caldaie. Il Dr Norman Clarke, dell’Ospedale Providence di Detroit, nel Michigan, ipotizzò che, poiché la placca di calcio è un’importante componente dell’arteriosclerosi, l’EDTA poteva costituire un trattamento efficace nella cura dei disturbi cardiaci.
I suoi esperimenti confermarono questa teoria. Ad esempio, alcuni pazienti affetti da angina pectoris registrarono una notevole attenuazione del dolore, mentre altri affetti da necrosi guarirono.
Per molti pazienti, la memoria, la vista, l’udito e l’olfatto migliorarono e la maggior parte rilevò un aumento dell’energia fisica. Da allora, la chelazione ha fornito prova di essere innocua ma efficace nella cura e nella prevenzione di disturbi associati all’arteriosclerosi, come l’affezione cardiaca di natura coronaria (infarto), il colpo apoplettico, l’occlusione delle arterie nelle varie parti del corpo e disturbi al sistema vascolare periferico, che causa dolore agli arti inferiori e, nei casi estremi, necrosi con conseguente amputazione.
È stato documentato un miglioramento significativo nel 99% dei pazienti colpiti da affezione vascolare periferica e da occlusione delle arterie degli arti inferiori. Anche il 20 % dei soggetti affetti da disturbi cerebrovascolari e da altre malattie cerebrali degenerative ha rivelato un notevole miglioramento. In totale, quasi il 90% di tutti i pazienti trattati ha manifestato dopo la chelazione, una notevole regressione della sintomatologia.

Ecco gli altri benefici documentati:
– Normalizzazione del 50% delle aritmie cardiache
– Miglioramento dell’occlusione arteriosa cerebrovascolare
– Miglioramento della memoria e della capacità di concentrazione quando la causa è una cattiva circolazione.
– Miglioramento della vista (in presenza di problemi visivi di natura vascolare)
– Significativa riduzione della mortalità da tumore (come terapia preventiva)
– Protezione contro l’avvelenamento e dall’accumulo di ferro
– Disintossicazione dal veleno di serpente e di ragno.

La chelazione esercita un benefico effetto sullo stato generale di salute. Rallenta in una certa qual misura il processo d’invecchiamento.
Anche le allergie e i fenomeni di sensibilizzazione a determinate sostanze chimiche che sembrano in qualche modo progredire a causa di un migliore funzionamento del sistema immunitario.
Tutti i tipi di artrite, di dolori muscolari e articolari sono più facilmente controllabili dopo la chelazione, anche se non si tratta di una cura vera e propria. Nella maggior parte dei casi, il progredire del morbo di Alzheimer è rallentato e in altri il miglioramento è veramente notevole. La degenerazione maculare, una delle principali cause della perdita della vista nei soggetti anziani, spesso si ferma o rallenta dopo la chelazione.

La chelazione endovenosa.
Questa terapia è effettuata ambulatorialmente e dura da un’ora e mezzo a tre ore. Per avere risultati ottimali i medici raccomandano da venti a trenta trattamenti da uno/tre la settimana.
Una volta sdraiato, al paziente è somministrata una soluzione di EDTA mista a vitamine e minerali. Prima di iniziare il trattamento è bene un breve ma ricco pasto, oppure, se ciò non fosse possibile, portarsi un sostanzioso spuntino. È comunque consigliabile mangiare qualcosa anche nel corso dell’applicazione.
Sarà necessario, inoltre, sottoporsi al prelievo delle urine prima di utilizzare i trattamenti E.V. In tal modo sarà possibile eseguire i controlli dei vari parametri le volte successive.
La Terapia Chelante è poco efficace nei soggetti fumatori. È pertanto indispensabile diminuire il fumo o ancor meglio smettere. A ogni seduta sono poste delle domande sulle condizioni generali, sulla dieta, sugli integratori, sugli esercizi fisici, ecc.
La durata della terapia permette al medico di insegnare al proprio paziente a modificare le proprie abitudini alimentari, cosa spesso difficoltosa da attuare.
Terminato un ciclo di terapia, seguono abitualmente dei “richiami” mensili e, in taluni casi, necessitano interi cicli di “richiamo”.
Se si avvertono brividi di freddo, influenza, problemi intestinali o qualsiasi altra infezione è importante dirlo prima di iniziare il trattamento. Il medico dirà se è necessario rimandare l’appuntamento.

Per monitorare il progresso procurato dalla terapia, si consiglia di eseguire il controllo dei seguenti parametri prima, durante e dopo il trattamento:
– Pressione sanguigna
– Esami per lo studio della funzione renale, epatica, metabolica e funzione ematopoietica.
– Esami cardio-vascolari
– Minerali presenti nei tessuti, sangue e nelle urine; talora anche nelle feci.

In genere, come parte del trattamento completo, è raccomandata una dieta a base di cibi integrali e a basso contenuto di grassi, oltre ad una regolare attività fisica.
Anche un accurato programma a base di integratori vitaminici e alimentari, comprendente acido ascorbico (vitamina C), selenio, cromo, rame, zinco e manganese, Vit. B6 dovrebbe costituire parte della terapia. Il costo può variare, poiché spesso dipende dagli integratori nutrizionali che il medico sceglie di impiegare.

La chelazione per via orale.
La chelazione per via orale è una pratica medica ben documentata e piuttosto radicata.
Molto più pratica della chelazione endovenosa per ottenere tutti i benefici dell’assunzione regolare di EDTA. Sostiene una funzione endoteliale normale nelle migliaia di chilometri di vasi e capillari dell’organismo favorendo la produzione di ossido nitrico indispensabile alla salute cardiovascolare. L’ossido nitrico determina il rilassamento della parete dei vasi e dei capillari permettendo loro di rimanere aperti al massimo.
Previene anche lo stress ossidativo legando i metalli pesanti e le tossine nel flusso sanguigno, prima che questi ultimi catalizzino delle reazioni ossidative. Riduce frequentemente il colesterolo serico del 20% o più in qualche settimana e contribuisce a normalizzare la pressione. Riduce il rischio di crisi e attacco cardiaco prevenendo la formazione dei coaguli. Previene e attenua i dolori toracici e i crampi nelle gambe. Riduce la fatica, accresce l’energia e migliora la lucidità mentale, riducendo il carico tossico dell’organismo migliorando la circolazione in modo generale.
L’EDTA orale in genere è disponibile in associazione ad altri chelanti che potenziano la chelazione a livello sistemico dell’EDTA attraverso il loro assorbimento differenziato. L’EDTA orale, viene assorbito a livello sistemico nella misura del 5/18% circa. A livello intestinale l’EDTA chela molto efficacemente i minerali tossici che eliminati dalle vie biliari nell’intestino sarebbero altrimenti riassorbiti nel torrente circolatorio. Sulla parete intestinale chela i minerali tossici e l’eccesso di calcio. L’EDTA calcico orale può essere considerata una terapia chelante “morbida”.
Non richiede frequenti controlli ematochimici come in corso di chelazione endovenosa con EDTA. Presenta una maggiore compliance per il paziente (due assunzioni die). Non ha bisogno di un’integrazione nutrizionale “specifica” come in corso di terapia endovenosa.

Chelazione e metalli pesanti.
I benefici di terapia di chelazione possono tuttavia essere soprattutto il risultato della disintossicazione evidente del metallo pesante. Blumer mostra I benefici di lunga durata attraverso la somministrazione parentale del calcium disodium edetate sostenendo chiaramente il concetto che tutti possiamo vivere vite ben più lunghe e più sane semplicemente facendo diminuire i nostri sovraccarichi tessutali di piombo. L’intossicazione occulta da piombo è stata documentata per essere una causa di ipertensione e di riduzione della funzione renale e la scomparsa dei depositi in un paziente con danno renale dovuto alla tossicità a basso livello del piombo ora sono stati dimostrati tramite chelazione renale dell’EDTA e tramite una biopsia prima e dopo.

In questi ultimi venti anni, i cosiddetti “livelli sicuri” dei metalli potenzialmente tossici sono stati abbassati gradualmente al punto che credo che nessuno ci rientri e almeno presenti alcuni dei loro effetti contrari. Ciò suggerirebbe che si avrebbe una salute migliore e si risponderebbe meglio a tutto il processo della malattia se potessimo controllare efficacemente alcuni di questi metalli tossici trovati in tutti i tessuti viventi. La terapia consiste semplicemente nell’aumentare la capacità del corpo di legare i metalli liberi e di rimuoverli efficacemente attraverso la terapia di chelazione. Dobbiamo stabilire alcune norme per l’uso responsabile degli agenti chelanti. Ci sono milioni di bambini nel mondo che soffrono a causa del sovraccarico tossico di metalli. Nell’individuare un valore doppio di escrezione di un metallo tossico in un campione di urina, confrontato con l’esame di base, sarebbe ragionevole suggerire il trattamento di chelazione più adeguato.

Sappiamo che ci sono numerose pubblicazioni che descrivono gli effetti nocivi del cadmio, alluminio, mercurio, ferro e rame.
I molti potenziali benefici legati agli effetti della chelazione dei metalli tossici già sono stati accennati e possiamo renderci conto che oggi non abbiamo sufficientemente utilizzato tutte le possibili forme di chelazione nella pratica medica a causa della nostra mancanza di apprezzamento degli enormi aumenti di metalli tossici legati alla odierna degradazione ambientale. Può non essere necessario rimuovere completamente un metallo di transizione o tossico per ottenere benefici clinici rilevanti, ma semplicemente legandolo, rendendolo così meno disponibile, si può diminuire il relativo danno potenziale.
Esperti nella chimica di chelazione (chimici bio-inorganici) quale David R. Williams hanno suggerito che la maggior parte dei problemi di salute possono essere collegati ad una carenza o ad un eccesso di minerali in traccia ad un certo livello. Il fatto che il solfato di Dimethylpropanyl (DMPS) è stato usato dai ricercatori Russi nel trattamento dell’ aterosclerosi ottenendo miglioramenti della circolazione indica ulteriormente che l’azione favorevole primaria degli agenti di chelazione proviene dalla riduzione del nostro grado di intossicazione da metalli ubiquitariamente acquisito, anche se i benefici sull’allungamento della vita possono più direttamente essere collegati con la riduzione delle patologie da radicali liberi.

Invecchiamento, piombo e altri metalli pesanti.
Davies ha dimostrato che l’invecchiamento è associato con una diminuzione graduale nei livelli degli oligoelementi essenziali e ad un aumento graduale nei livelli dei metalli potenzialmente tossici. Quindi, la chelazione dei metalli pesanti, insieme all’integrazione degli elementi essenziali rappresenta un passo importante nel controllo dell’ invecchiamento.
Nel considerare i fenomeni connessi con l’invecchiamento, Tyler ha scoperto che l’EDTA ha aumentato significativamente la vitalità degli spermatozoi. Gli stessi generi di risultati sono stati osservati in cellule di galli e manzi.
Il declino dei livelli ormonali con l’invecchiamento sono stati l’argomento d’interesse considerevole e molta attenzione è stata puntata sulle strategie esogene d’integrazione o nel tentativo di ri-stimolo della secrezione endogena.
Un altro beneficio potenziale è suggerito dal fatto che conduce ad abbassare i livelli di energia del cervello.
L’energia è essenziale per la salute ottimale ed il successo della nostra durata massima di vita utile.
Ancora, l’esposizione al piombo anche a bassi livelli recentemente è stata indicata quale causa di accelerazione dell’invecchiamento del cervello.
Inoltre il sistema immunitario è stato indicato essere più vulnerabile, anche a bassi livelli di piombo, maggiormente di altri sistemi, predisponendo a un aumento d’incidenza di malattie e di neoplasie.
La capacità dell’EDTA di rimuovere il piombo e altri metalli tossici, potrebbe influenzare favorevolmente la funzione immunitaria, metabolica ed endocrina, è degna di ulteriori studi.
Il DMSA per via orale è stato trovato utile nella chelazione dei sovraccarichi di mercurio e la sua eliminazione urinaria è stata correlata con livelli aumentati dell’ormone di crescita. Il ruolo dell’EDTA nell’inversione dei legami crociati del collageno come meccanismo potenziale per la correzione dell’invecchiamento biologico sono stati studiati con attenzione da Carpenter. Il notevole prolungamento di durata della vita che segue l’esposizione all’EDTA dei prokaryotes e delle cellule di germe eucariotiche merita ulteriore studio.
Il miglioramento di salute generale osservato comunemente in soggetti che abbiano avuto un trattamento di EDTA endovenoso può anche in parte essere spiegato dal blocco o l’inversione di accumulazione patologica del calcio presente nell’invecchiamento di tutte le cellule dei mammiferi.
La ricerca indica che una combinazione dell’EDTA e degli altri agenti di chelazione rappresenta un potenziale rilevante di trattamento anti-invecchiamento che può sicuramente avere un ruolo importante nella medicina della longevità.

Curriculum vitae EDTA Sandro Mandolesi

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma “La Sapienza” (1974)
Specializzazione in Chirurgia Vascolare (1978).
Esperto di esami vascolari con ultrasuoni Eco-Color-Doppler .
Madre lingua italiana, parla inglese e francese.
1984
Stage a Los Angeles per apprendere la terapia chelante direttamente presso la “Chelation Research Foundation”,
diretta dal Dott. J.J.Julian.

1985
Fonda il Gruppo Italiano di Studio della Terapia Chelante.

1988
Il Gruppo Italiano di Studio della Terapia Chelante diventa branca dell’ I.F.A. – International Foundation of Angiology – ente morale riconosciuto da parte del governo italiano con decreto del presidente della repubblica.

1989
George Town University risultati su 90 pazienti trattati con terapia chelante studiati con capillaroscopia. lo studio viene pubblicato su “Angiologie”. Etude Capillaroscopique Des Effects De L’Edta Chez Les Patients Artèritiques. Mandolesi S., Ballo M., et al – act. med. int. – Angiologie (7) , 1096 – n°111, fevrier 1990.

1990
il Gruppo Italiano di Studio della Terapia Chelante viene modificato in Societa` Italiana Terapia Chelante brevemente detta S.I.Te.C.

1992
Siracusa il 23 maggio 1992 presenta uno studio multicentrico su 791 pazienti vasculopatici effettuato tra il 1985 e il 1992 nei centri di Roma – Taranto – Brescia – Palermo.

1995
Diviene membro dell’American College for Advancement in Medicine (ACAM)
Organizza il 27 e 28 dicembre a Roma il Primo Corso di Terapia Chelante con Edta. Docente: Serafina Corsello, membro fondatore ACAM e direttore esecutivo dei Corsello’s Center di New York.

1996
Serafina Corsello viene nominata presidente onorario della S.I.Te.C.

Il 29 giugno a Ferrara convegno su “La Terapia Chelante con Edta”. Relatori: Serafina Corsello – Michele Ballo – Sandro Mandolesi -Maurizio Marchetti – Michel Bral – Giuseppe Frau.

1997
Il 5 e 6 Luglio viene organizzato a Roma il II° Corso di Terapia Chelante con Edta. Docenti: Sandro Mandolesi – Serafina Corsello – Michele Ballo – Aldo Innocente Galeandro.

1998
Rinnovo del consiglio direttivo della Societa’ Italiana Terapia Chelante: Presidente Onorario: Serafina Corsello M.D.- Neuro Psichiatra – New York
Presidente: Prof. Michele Ballo – Cardiologo – Palermo
Vice-Presidente: Prof. Sandro Mandolesi – Chirurgo Vascolare – Roma
Segretario: Dott. Mauro Mario Mariani – Angiologo – Ascoli Piceno.

1999
Pubblicazione del libro: “La Terapia Chelante con Edta – Note per il medico”
Autori: Michele Ballo – Sandro Mandolesi – Mauro Mario Mariani

Il 15 e 16 ottobre viene organizzato a Roma il III° Corso di Terapia Chelante con Edta. Docenti: Sandro Mandolesi – Mauro Mario Mariani.

2000
Il 28 aprile viene organizzato ad Ascoli Piceno il convegno “L’ Antiaging come prevenzione”. Relatori: Serafina Corsello – Michele Ballo – Sandro Mandolesi – Mauro Mario Mariani – Maria Elena Ferrero.

Il 23-24-25 giugno viene organizzato a Le Castella – Crotone – il IV Corso di Terapia Chelante con Edta. Docenti: Sandro Mandolesi – Mauro Mario Mariani.

In occasione del XXII Congresso Nazionale della Societa` Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare tenutosi a Roma dal 29 novembre al 2 dicembre 2000 viene presentato il lavoro effettuato presso l’ Istituto di Patologia Generale dell’ Università degli Studi di Milano: Effetto Del Trattamento con Edta sull’Attività dei Neutrofili e delle Cellule Endoteliali in vivo ed in vitro. Fabio Pellegatta, Sandro Mandolesi, Maria Elena Ferrero.

Dal 15 al 17 dicembre viene organizzato a Roma il V Corso di Terapia Chelante con Edta. Docenti: Sandro Mandolesi – Michele Ballo – Mauro Mario Mariani- Aldo Innocente Galeandro.

2001
Dal 5 all’8 luglio viene organizzato a Grosseto il VI Corso di Terapia Chelante con Edta. Docenti: Sandro Mandolesi – Michele Ballo – Mauro Mario Mariani- Aldo Innocente Galeandro.
Dal 14 al 16 dicembre viene organizzato a Roma presso il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie del Policlinico Umberto I dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” il VII Corso di Terapia Chelante con Edta. Docenti: Sandro Mandolesi – Michele Ballo – Mauro Mario Mariani – Aldo Innocente Galeandro – Maria Elena Ferrero

2002
Il 23 febbraio viene organizzato a Locorotondo (BA) il Convegno “l’antinvecchiamento prevenzione e terapia”. Relatori: Sandro Mandolesi – Serafina Corsello – Mauro Mario Mariani – Michele Ballo – Aldo Innocente Galeandro – Maria Elena Ferrero
Dal 4 al 6 luglio viene organizzato ad Ascoli Piceno l’VIII Corso di Terapia Chelante con Edta. Docenti: Sandro Mandolesi – Serafina Corsello – Mauro Mario Mariani – Aldo Innocente Galeandro – Maria Elena Ferrero
il 7 luglio viene organizzato ad Ascoli Piceno il I Congresso della Società Italiana Terapia Chelante. Relatori: Sandro Mandolesi – Serafina Corsello – Mauro Mario Mariani – Aldo Innocente Galeandro – Maria Elena Ferrero – Sante Zanella – Vincenzo Simonetti – Maria Rosa Binda

2003
Dal 13 al 15 febbraio viene organizzato a Roma presso il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie del Policlinico Umberto I dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” il IX Corso di Terapia Chelante con Edta. Docenti: Sandro Mandolesi- Serafina Corsello – Michele Ballo – Mauro Mario Mariani – – Aldo Innocente Galeandro – Maria Elena Ferrero

2004
Il 6 e 7 febbraio viene organizzato a Roma presso il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie del Policlinico Umberto I dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” il X Corso di Terapia Chelante con Edta. Docenti: Sandro Mandolesi- Michele Ballo – Mauro Mario Mariani – Aldo Innocente Galeandro – Maria Elena Ferrero

Il 7 febbraio presso l’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ aula Daniel Bouvet si é svolta la presentazione del Progetto Pilota CLEAN OUT

2006
Il 28 ottobre Università degli studi di Milano convegno sulla: Terapia chelante con EDTA presso l’AULA PIO XII Relatori: Sandro Mandolesi -Michele Ballo – Mauro Mario Mariani – F. Bamonti – Aldo Innocente Galeandro – Maria Elena Ferrero – M. Marchetti – P. Santoro – V. Simonetti

Pubblicazioni:

Act. Med. Int. – Angiologie (7) , 1096 – N°111, Fevrier 1990
Etude Capillaroscopique Des Effects De L’edta Chez Les Patients Artèritiques
Ballo M, Mandolesi S, Et Al.

Studio multicentrico su 791 pazienti vasculopatici 1992 convegno di Siracusa il 23 maggio 1992 centri S.I.Te.C. di (Roma – Taranto – Brescia – Palermo )
XXII CONGRESSO NAZIONALE SIAPAV – ROMA 29 NOV. – 2 DIC. 2000
effetto del trattamento con edta sull’attività dei neutrofili e delle cellule endoteliali in vivo ed in vitro

Maria Elena Ferrero – F. Pellegatta – S.Mandolesi
Minerva Cardio-angiologica – Anno 2002 – Vol. 50 N. 06 Suppl. 1 – Dicembre, 135
Atti del XXIV CONGRESSO NAZIONALE SIAPAV – ROMA 2002
Cerebrovasculopatie e minerali tossici. Analisi statistica mediante hair analysis test
Sandro Mandolesi

II° Corso di Terapia Chelante con EDTA 5 e 6 luglio 1997 (Roma)
Convegno
23 maggio 1992 (Siracusa)
29 giugno 1996 (Ferrara)

III° Corso di Terapia Chelante con EDTA 15 e 16 ottobre 1999 (Roma)
Seminario 9 luglio 1999 (Roma)

IV° Corso di Terapia Chelante con EDTA 23-24-25 giugno 2000 (Crotone)
Convegno 28 aprile 2000 (Ascoli Piceno)

V° Corso di Terapia Chelante con EDTA 15-16-17 dicembre 2000 (Roma)
Seminario 18 maggio 2001 (Riccione)

VI° Corso di Terapia Chelante con EDTA 5-6-7-8 luglio 2001 (Grosseto)
Convegno 23 febbraio 2002 (Locorotondo)

VII° Corso di Terapia Chelante con EDTA
14-15-16 dicembre 2001 (Roma)
Convegno 24 febbraio 2002 (Ascoli Piceno)

VIII° Corso di Terapia Chelante con EDTA 4-5-6 luglio 2002 (Ascoli Piceno)
1° Congresso S.I.Te.C. 7 luglio 2002 (Ascoli Piceno)

IX° Corso di Terapia Chelante con EDTA 13-14-15-febbraio 2003 (Roma)
24° Congresso S.I.A.P.A.V. 28 novembre 2002 (Roma)

X° Corso di Terapia Chelante con EDTA 6-7 febbraio 2004 (Roma)
Progetto Pilota CLEAN OUT 7 febbraio 2004 (Roma)

Workshop 14 maggio 2004 (Ischia)

Convegno sulla terapia chelante 28 ottobre 2006 (Milano)

Convegno sulla terapia chelante 30 marzo 2007(Milano)

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